Le prime paure dei bambini: quali sono le più diffuse e come elaborarle

Le prime paure dei bambini: quali sono le più diffuse e come elaborarle

Le paure dei bambini: la funzione autoprotettiva della paura

La paura è un’emozione primaria, ha una funzione autoprotettiva utile alla crescita del bambino in quanto riesce ad attivare alcune reazioni che servono a difenderlo dai potenziali pericoli provenienti dall’ambiente esterno. La paura è importante perché ci aiuta a rispondere nelle varie circostanze e ad agire rapidamente in situazioni di pericolo, questa emozione ci esorta a stare all’erta e a far tesoro delle precedenti esperienze mobilitando le forze che ci spingono alla difesa o alla fuga, quindi, in quanto reazione difensiva salvaguarda la vita e contribuisce allo sviluppo umano e alla crescita personale. Esiste un’idea generale piuttosto diffusa riguardo la paura che la vede come un qualcosa da evitare o scansare. In realtà affrontare ed abbracciare le nostre paure, è l’ unico modo per controllarle.

Uno stato di paura è sempre associato a reazioni fisiche prodotto dal sistema neuro-vegetativo: le mani sudano, aumenta il battito cardiaco e il respiro, la circolazione sanguigna si modifica causando rossore o pallore, i muscoli si contraggono. Queste sono legate ad un senso di inquietudine interiore. Possono essere scatenate da stimoli esterni (temporale, fuoco, animali, da una minaccia concreta da stimoli interni come pensieri o immagini (Preuschoff,1995).

Secondo Lazarus (1984), la valutazione cognitiva precede invariabilmente ogni reazione affettiva: la valutazione cognitiva (del significato o senso) è una caratteristica integrante e sottende gli stimoli emotivi. Lazarus precisa che la risposta motorio-comportamentale e l’esperienza emozionale sono sempre successive alla valutazione dell’evento. Le emozioni nascono dalle credenze non dalla realtà, per fortuna le credenze dei più piccoli e, dunque le stesse paure dei bambini, possono essere più aperte agli aggiornamenti rispetto a quelle degli adulti (L.J.Cohen, 2015).

Da dove nascono le paure dei bambini?

Messaggio pubblicitario  Talvolta le paure hanno origine nell’infanzia ma possono cambiare, trasformarsi oppure essere superate. Attenzione però alla differenza tra paura e ansia. L’ansia è sostanzialmente una forma di paura, è una sensazione di allarme, sembra quasi il protrarsi di un disagio emotivo che ci mantiene in all’erta contro i presunti pericoli del mondo; l’ansia è caratterizzata dalla previsione di una minaccia, come se l’oggetto della paura fosse l’anticipazione del pericolo. Mentre si prova paura davanti a uno stimolo reale o una minaccia esterna ben identificabile, l’ansia è una sorta di attesa di qualcosa di indefinito e spiacevole, irrequietezza psichica difficile da identificare con precisione (Galassi, Pratesi Telesio, Cavalieri, 2008).

Possiamo cosi affermare che le diverse paure dei bambini, nel corso della loro crescita, sono potenzialmente infinite e dipendono in larga misura dalla storia individuale: esistono tuttavia una serie di paure che possono essere considerate tipiche dell’età evolutiva (Quadrio Aristarchi, Puggelli, 2006): quella della separazione, del buio, della morte, dell’abbandono, dei serpenti, dei fantasmi, dei mostri, del dottore, ecc.
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Fonte: stateofmind.it