Allarme privacy: bambini online, è commercio di dati

Allarme privacy: bambini online, è commercio di dati

Due siti su tre raccoglie dati sui minori che navigano, uno su due li condivide con parti terze. Sono questi i risultati  emersi dall’indagine internazionale sull’Internet dei bambini partita lo  scorso maggio nell’ambito del “Privacy Sweep 2015“, promossa dal Global Privacy Enforcement Network (Gpen), alla quale ha partecipato anche il Garante Privacy italiano.

L’obiettivo della ricerca, svolta su 1.494 siti web ed app di tutto il mondo, era quello di verificare se i principali siti web e le app più diffuse scaricabili su smartphone e tablet rispettassero o meno la privacy dei minori, in particolare quelli compresi tra gli 8 e i 12 anni, fascia d’età più vulnerabile, in cui molti giovanissimi già navigano in rete tramite con pc e dispositivi mobili.

Il report ha evidenziato che due siti su tre raccolgono e trattano dati personali di bambini, e un sito su due condivide tali informazioni con altre organizzazioni. Il 67% dei siti web e delle app analizzate raccoglie dati personali di bambini: solo il 31% adotta controlli efficaci per limitare la raccolta di informazioni personali di minori, il 50 % dei siti esaminati condivide i dati personali dei minori con terze parti, il 22% prevede la possibilità ai bambini di fornire il loro numero di telefono, mentre il 23% dei siti permette agli utenti minori di caricare le loro foto o video. Inoltre il 58% permette ai bambini di essere reindirizzati a un sito web diverso da quello visitato e solo il 24 % dei siti e delle app incoraggia i minori a chiedere il coinvolgimento dei genitori. Infine, ben il 71% per cento di siti e app è risultato non fornire una modalità facilmente accessibile per cancellare le proprie informazioni personali dall’account.

Il quadro realistico su internet e minori che emerge dalla ricerca del Gpen – si legge in un comunicato di Federprivacy – sollecita adesso l’urgenza di accrescere la consapevolezza della necessità di proteggere i dati personali, favorire il rispetto delle norme a salvaguardia degli utenti, specie se minori, sviluppare azioni di sensibilizzazione e formazione di coloro che utilizzano applicazioni mobili, nonché promuovere iniziative globali sulla privacy.

“Il fatto che i minori possano interagire e fornire liberamente in rete i propri dati personali come numero di telefono e indirizzo di abitazione senza alcun controllo da parte dei genitori, è un fatto preoccupante, e non solo apre degli scenari di potenziali violazioni della normativa sulla protezione dei dati, ma espone i bambini a pericoli di cui non sono consapevoli, rendendoli facile preda di malintenzionati – spiega Nicola Bernardi, presidente di Federprivacy – E’ necessario quindi che i genitori insegnino ai loro figli i comportamenti necessari per salvaguardare la propria sicurezza online e la loro privacy. A seconda dell’età del bambino, può essere importante ubicare il computer in un luogo della casa visibile come la cucina o il soggiorno, evitando la camera del bambino. E’ inoltre raccomandabile non decidere con superficialità quando sia giunto il momento appropriato per consentire ai figli l’utilizzo di uno smartphone abilitato a connettersi ad internet anche nei momenti in cui essi sono fuori dal controllo dei genitori. La maggior parte dei minori, non si rende conto che i comportamenti online potranno incidere in maniera importante sulla loro vita anche negli anni successivi, e che certi dati non potranno più essere cancellati da siti e social network.”

Fonte corrierecomunicazioni.it

Link articolo: http://www.corrierecomunicazioni.it/it-world/36163_allarme-privacy-bambini-online-e-commercio-di-dati.htm